PRESENTAZIONE DEL BLOG

Le persone di Naturamata da anni sperimentano il ritorno alla natura e alla vita di campagna. Grandi le risposte ottenute, ma tante ancora le difficoltà e le incognite. Nel blog faremo confluire le esperienze ulteriori, i sentimenti, il lavoro, le idee e le iniziative tese a risolvere in tutto o in parte le incertezze che si oppongono al progetto compiuto di ritrovare l' equilibrio interiore, uno stile di vita gratificante e responsabile e la capacita' di costruire il proprio benessere in accordo con l'eco - sistema. Ci anima uno spirito di ricerca autentico, che rifiuta soluzioni preconfezionate, ideologiche o mistiche. Per essere utili a se stessi, agli altri e al pianeta occorre essere liberi, coraggiosi e lucidi, per comprendere la complessità delle cose umane e cercare di risalire alla fonte, dove si trovano le ragioni e l'energia per risolvere la vita con soluzioni veramente a misura d'uomo.

19 apr 2013

Campagna e città - la convivenza è possibile?

1) I segni della presenza

Al di là delle descrizioni o definizioni o dei luoghi comuni che rappresentano questi due mondi apparentemente così diversi, occorre guardare all’avventura umana nel suo complesso e alle trasformazioni del pianeta e dei popoli nel corso dei millenni. Capiremo che le variabili sono infinite e conviene essere attenti e ricettivi, piuttosto che far finta di non vedere. Oltretutto il grado di evoluzione raggiunta oggi ci impone che  ogni decisione venga rapportata non al bisogno dei singoli, ma al bisogno della comunità e dell’intero pianeta globalizzato. E occorre approfondire e riflettere sul come farlo, affinché non risulti sminuito questo principio fondamentale, scambiandolo per un argomento da salotto, che a suon di slogan riesce solo a contrapporre due bande rivali che si chiamano “villaggio globale” e “no global”.
Occorre tenere sempre aperta una finestra sugli avvenimenti globali, che non devono essere accettati o rifiutati in blocco base ad una scelta ideologica, ma con i quali dobbiamo interagire in modo elastico e senza alcun timore, pregiudizio o rifiuto. Il primo atto di maturità ci farà comprendere che quello che oggi siamo tutti, nessuno escluso, piuttosto che frutto della nostra  intelligenza, è il prodotto di una evoluzione provocata e vissuta nei millenni da tutti gli uomini: in tutto quello che avviene c’è sempre una parte di noi, anche se non ci piace.
Nelle scelte di ognuno c’è la libertà, ma non la verità, nessuno è depositario della verità e neanche della bontà o della saggezza, perché ogni azione rispecchia sempre un sentimento individuale che spesso non coincide con i sentimenti di altri individui.  Non esiste la soluzione giusta, perché in tutte le soluzioni c’è l’imperfezione dell’essere umano e c’è il perenne scontro fra il bene e il male, che sono le opposte forze che spezzano l’inerzia e alimentano il divenire, senza il quale non ci sarebbe vita. Così la pensava Eraclito, filosofo greco vissuto intorno al 500 a.c., che simboleggia con il fuoco il moto contino dell’universo che crea e distrugge continuamente se stesso, in un divenire senza fine.
Questo vuol dire che nessuno può sostenere l’esistenza di isole felici, dove tutto avviene senza sofferenza , dove il fuoco illumina ma non brucia, dove la sopravvivenza si conquista senza combattere.
Io voglio che la mia terra, che amo senza riserve, non sia un’isola felice, perché sarebbe di cartapesta, e voglio che stia dentro questo globo meraviglioso e feroce, dentro i confini attuali di un’Italia a forma di stato, dentro un mondo fatto di stati, che stanno in una palla terracquea semifredda, semiscura e semovente che non va contemplata ma abitata e governata.
Io mi riconosco in un mondo che non è meta di vacanze ma laboratorio di vita, per cui sono pronto a fare da ricercatore ma anche da cavia, per fugare da subito l’idea che voglio solo comandare o approfittare dei privilegi dell’astuzia o della forza.
 L’uomo poteva esserci o no su questo mondo, a un certo punto ci fu e ci restò e ci camminò e ci edificò, nel bene e nel male, come doveva essere. La storia che abbiamo alle spalle ci consegna parecchi strumenti per rendere più sicura la nostra avventura sulla terra, ma non certo la soluzione definitiva o la verità assoluta. Troppi milioni o miliardi di anni ci separano dalla verità, impossibile  vedere sia l’inizio che la fine perché troppo distanti fra loro. Leggo la storia e cammino nel presente, dove lavoro per cambiare di continuo la realtà,  rendendola simile al moto dell’universo, grandioso, equilibrato, eterno ma impercettibile. In questo movimento verifichiamo le nostre attitudini fisiche e mentali, dando loro i connotati attraverso la costruzione delle opere ed ogni altro segno della nostra presenza.
La contrapposizione fra campagna e città appare priva di senso, perché ovunque ed in ogni circostanza l’uomo ha saputo manifestare il suo ingegno, soddisfatto le sue necessità e lasciato il segno. Il primo sguardo all’indietro ci riporta verso gli scenari preistorici di uomini in perenne movimento, in simbiosi o in lotta con una natura severa e priva di riferimenti, che imparò a conoscere e a governare. Poi le prime scoperte, l’adattamento e i rifugi rupestri, la lentissima aggregazione in villaggi e comunità organizzate, per arrivare alle città civilizzate dei tempi antichi, a quelle fortificate del medio Evo e quelle urbanizzate dell’800, fino alle megalopoli d’oggi, dove si viaggia su reti urbane ferroviarie lunghe centinaia di chilometri e si “coabita” con milioni di sconosciuti. Durante questo lungo processo campagna e città si sono integrate, sovrapposte, scontrate, esattamente come tutti gli uomini che hanno imparato a fare cose diverse e a vivere in modo diverso, rappresentando ancora una volta il conflitto delle diversità che una volta si attraggono per creare e un’altra si scontrano per distruggere.
Dovremo imparare a convivere con le avversità e con le nostre stesse contraddizioni, per salvare la pelle e cercare pezzi di verità da aggiungere al teorema di una vita che vuole affermarsi in mille modi. Noi ci esprimeremo con il desiderio e con il sentimento, con l’amore per la terra e con la forza dei contadini guerrieri di una volta, per essere a pieno titolo i creatori di qualcosa che, oltre ad essere per noi, sarà per sempre.

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